Sabato sera, scorro velocemente i canali della mia televisione, mi fermo: due persone divise da un muro, una voce fuori campo chiede « vuole aprire la busta? » ... (ma perché il postino nel recapitarmi le raccomandate non me lo chiede mai?) ... un consenso gestuale, occhi ricolmi di lacrime ... (e chi ci sarà mai dall'altre parte del muro?) ... la busta gigante si apre, si corrono incontro, si abbracciano e piangono all'unisono e tutto cio per cosa? ... per finire a mangiare il panettone con Gigi d'Alessio? ... l'italiano da casa, guarda, alcuni godono, altri piangono ... questo é lo Stato della sofferenza.
La scorribanda continua ... un divano enorme in mezzo a un plateau televisivo ... una signora come tante e un'altra avvolta come un'arrosto in un vestito rosso catarinfrangente grida: « perché dall'Argentina, Pedro é qui » ... la signora si guarda intorno con uno sguardo confuso (sentimento misto tra « da dove esce? » e « Cazzo l'hanno ritrovato ») ... Arriva da dietro, piangendo e contagia tutti: la signora come tante, la conduttrice e il pubblico ... l'italiano da casa, guarda, alcuni godono, altri piangono ... questo é lo Stato della sofferenza.
La leggera sofferenza che ci commuove, ci fa sorridere ... ma cosi estranea a luoghi e pensieri ... ma esiste una sofferenza che Legge e Stato vogliono infliggerci ... la sofferenza del
sopravissuto.
Eluana Englaro ... una donna che, a seguito di un incidente stradale, ha vissuto in uno stato vegetativo per 17 anni, fino alla morte naturale a seguito della sospensione della nutrizione
artificiale ...
Era il 18 gennaio 1992 ... fu l'inizio della sofferenza dei sopravissuti ... un padre e una madre, animati dalla speranza di un miracoloso risveglio, vedevano passare davanti ai loro occhi il tempo ... inversamente proporzionale alle preghiere ... decisero d'iniziare una battaglia giuridica, che duro 10 anni, con un solo scopo ... placare la sorte meschina della figlia e dare una fine a quella sofferenza che soprasedeva le loro vite.
Ma lo Stato della sofferenza, non contento, in soli 3 giorni cancello' 10 anni di tribunali, udienze, incontri con avvocati e scontri con la burocrazia ... varando un dLg che si opponeva alla sentenza ottenuta dal signor Englaro ... sostenendo tra le altre motivazioni « che Eluana potesse ancora partorire » (fonte: Repubblica).
Due giorni fa ... Repubblica raccontava la storia di una 32enne di Vigevano, bagnata anche lei dalla sofferenza, che desiderava avere un figlio dal marito 35enne in coma ... il Tribunale dello Stato della sofferenza ha sentenziato un NO ... in base alla Legge 40 « manca il consenso informato » ... praticamente non é chiara l'intenzione del malato e soprattutto non vi é un suo consenso a riguardo della fecondazione artificiale.
Ma allora ... Se Eluana, secondo il Presidente del Consiglio, poteva partorire, perché adesso quest'uomo non puo avere un figlio? forse Eluana poteva esprimere un consenso? ... come mai? ... Qualcosa sfugge alla mia logica ... Ho capito, la felicità di avere un figlio dall'uomo amato e ormai in coma, avrebbe allegerito la sofferenza della donna ... e in uno Stato della sofferenza queste cose non devono succedere.