TATtUANDO...

  • : E' un'esternazione carnale dei sentimenti, é l'incisività degli avvenimenti, mezzo di comprensione e denuncia ... un grido che nasce nelle viscere della terra, raggiunge il corpo e tramite la mano esplode. Si denuncia tutto, il bello e il brutto, il giusto o lo sbagliato, il diritto o il rovescio, l'etero o l'omo, il bianco o il nero. Unico scopo del TATtUATO ... dare voce a chi non ce l'ha, aprire gli occhi a chi ha la fortuna di vedere ma non lo fa.
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La rivista con i miei articoli

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La rivista con i miei articoli

Domenica 7 giugno 2009 7 07 /06 /2009 19:46

Sabato sera, scorro velocemente i canali della mia televisione, mi fermo: due persone divise da un muro, una voce fuori campo chiede « vuole aprire la busta? » ... (ma perché il postino nel recapitarmi le raccomandate non me lo chiede mai?) ... un consenso gestuale, occhi ricolmi di lacrime ... (e chi ci sarà mai dall'altre parte del muro?) ... la busta gigante si apre, si corrono incontro, si abbracciano e piangono all'unisono e tutto cio per cosa? ... per finire a mangiare il panettone con Gigi d'Alessio? ... l'italiano da casa, guarda, alcuni godono, altri piangono ... questo é lo Stato della sofferenza.

La scorribanda continua ... un divano enorme in mezzo a un plateau televisivo ... una signora come tante e un'altra avvolta come un'arrosto in un vestito rosso catarinfrangente grida: « perché dall'Argentina, Pedro é qui » ... la signora si guarda intorno con uno sguardo confuso (sentimento misto tra « da dove esce? » e « Cazzo l'hanno ritrovato ») ... Arriva da dietro, piangendo e contagia tutti: la signora come tante, la conduttrice e il pubblico ... l'italiano da casa, guarda, alcuni godono, altri piangono ... questo é lo Stato della sofferenza.

La leggera sofferenza che ci commuove, ci fa sorridere ... ma cosi estranea a luoghi e pensieri ... ma esiste una sofferenza che Legge e Stato vogliono infliggerci ... la sofferenza del sopravissuto.

Eluana Englaro ... una donna che, a seguito di un incidente stradale, ha vissuto in uno stato vegetativo per 17 anni, fino alla morte naturale a seguito della sospensione della nutrizione artificiale ...

Era il 18 gennaio 1992 ... fu l'inizio della sofferenza dei sopravissuti ... un padre e una madre, animati dalla speranza di un miracoloso risveglio, vedevano passare davanti ai loro occhi il tempo ... inversamente proporzionale alle preghiere ... decisero d'iniziare una battaglia giuridica, che duro 10 anni, con un solo scopo ... placare la sorte meschina della figlia e dare una fine a quella sofferenza che soprasedeva le loro vite.

Ma lo Stato della sofferenza, non contento, in soli 3 giorni cancello' 10 anni di tribunali, udienze, incontri con avvocati e scontri con la burocrazia ... varando un dLg che si opponeva alla sentenza ottenuta dal signor Englaro ... sostenendo tra le altre motivazioni « che Eluana potesse ancora partorire » (fonte: Repubblica). 

Due giorni fa ... Repubblica raccontava la storia di una 32enne di Vigevano, bagnata anche lei dalla sofferenza, che desiderava avere un figlio dal marito 35enne in coma ... il Tribunale dello Stato della sofferenza ha sentenziato un NO ... in base alla Legge 40 « manca il consenso informato » ... praticamente non é chiara l'intenzione del malato e soprattutto non vi é un suo consenso a riguardo della fecondazione artificiale.

Ma allora ... Se Eluana, secondo il Presidente del Consiglio, poteva partorire, perché adesso quest'uomo non puo avere un figlio? forse Eluana poteva esprimere un consenso? ... come mai? ... Qualcosa sfugge alla mia logica ... Ho capito, la felicità di avere un figlio dall'uomo amato e ormai in coma, avrebbe allegerito la sofferenza della donna ... e in uno Stato della sofferenza queste cose non devono succedere.

 

Di il Tatuato - Pubblicato in : DENUNCE
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Lunedì 25 maggio 2009 1 25 /05 /2009 19:25

Nel 1988, la bella cantante francese Vanessa Paradis scrisse una canzone ad un taxista: Joe le taxi ... forse perché abitava a Parigi, é chiaro che se fosse vissuta a Milano invece di cantargli una canzone, l'avrebbe suonato e basta ... come un Karaoke.

Manifestano perché il Comune vuole concedere altre licenze, corrosi da un'idea di concorrenza, gridano la mancanza di lavoro ... eppure se avete notato i taxi girano sempre, quando ne vedi arrivare uno e sei sotto il sole cocente ... é sempre pieno.

E tu rimani li, nella tua stazione taxi, a giocare a questa roulette russa, si perché certe volte incontri dei taxisti, talmente pedanti, che speri di trovare una rivoltella sotto il sedile per porre fine a questa lenta agonia.

Io, fruitore assiduo di taxi, ormai li ho suddivisi in 6 categorie:

IL SINDACALISTA: in via d'estinzione, succede soprattutto se si avvicina all'età pensionabile, allieta il tuo viaggio facendoti ascoltare una radio (che capta solo il suo impianto) dove non si fa altro che parlare di (poveri) dipendenti e (cattivi) datori di lavoro ... si riconoscono dal fatto che la loro automobile é sempre impeccabile.

Consiglio: a fine corsa non chiedergli « quant'é? » lascia che lo dica lui ... é abilissimo a scorporare le tasse e farti capire che in 2 minuti di viaggio, tu gli devi 20 euro ma 19 vanno allo stato.

L'INCAZZATO: é colui che cova un astio immenso contro i pedoni e gli altri automobilisti ... parla sempre fuori dal finestrino, non parla con voi perché troppo impegnato a insultare gli altri, la natura l'ha equipaggiato con un dito medio big size ... é il più rapido, ti porta a destinazione in tempi a te inusuali ed ha la scarpa destra di piombo per non perdere accellerazione ... unico neo: se uno gli taglia la strada o si ferma, scende e lo insulta o lo insegue (poco pratico se avete un'appuntamento urgente)

Consiglio: non dategli ragione ... potreste ritrovarvi all'altro capo della città.

IL MAI CONTENTO: é colui che quando ti vede alla stazione taxi sbuffa, ti chiede con aria scocciata « dove vado? » ... ti verrebbe voglia di dirgli « se non le dispiace verrei anch'io » ... ma non lo fai ... gli dai la tua destinazione ... e lui te la ripete.

N.d.R. Presentata la situazione ad una psicologo mi ha spiegato che nella sua ripetizione si nasconde un'altra frase: « solo »

Consiglio: se dovete andare (es. Stazione Garibaldi) e siete a soli 5 minuti da li, ditegli Linate poi quando vi state avvicinando alla stazione ... esordite con « Mi lasci pure qui ... faccio due passi »

IL SO TUTTO IO: é il taxista che ancora prima di chiedervi dove andate é già partito, conosce tutte le scorciatoie a suo dire ... e vi offusca la vista con le sue parole, nei viaggi con lui vedrete le indicazioni più disparate ma non provate a indicargli la strada: é nato a Milano, vive a Milano da 60 anni e fa quel lavoro da altrettanti.

Consiglio: se avete l'abitudine di fare la stessa corsa tutti i giorni inserite nel vostro budget quotidiano 50 euro di spesa per viaggio ... meno non vi potrà costare.

LO SFIGATO: diffuso in tempi di crisi, é il tassista che in una corsa vi sbobina tutta la sua vita, quella della moglie e quella del suo cane, tossicodipendente ormai da anni ... succedono tutte a lui: « pensi che quando ho comprato questa macchina aveva le ruote quadrate » oppure « ho accompagnato due clienti a Malpensa e invece di pagarmi m'hanno picchiato e scippato »

Consiglio: se vi chiede passo sopra o sotto il ponte, anche se più lunga, scegliete sotto ... puo avere una recondita voglia di dare fine alla sua vita.

 

IL GENTILE: é colui che ha sempre gente tranne voi.

 

L'ultima cosa da fare é chiedere alla bellissima Vanessa Paradis se ha il numero di Joe ... la corsa sarà più cara ma almeno sarà una corsa ... 

Di il Tatuato - Pubblicato in : SOCIETA'
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Domenica 24 maggio 2009 7 24 /05 /2009 19:04

Un piccolo regalo a tutti ... per sottolineare l'importanza dei sensi, la forza dei sentimenti e l'inutilità del materiale ... la differenza unica tra noi e gli oggetti:

Certi giorni,
i miei occhi vogliono essere liberi
non desiderano saper vedere
preferiscono l'ignobile cecità
per poter cogliere la luce

Certi giorni,
la mia bocca vuole riposare
non proferir parola alcuna
gustare il rumore del silenzio
per dare un senso ai suoi pensieri

Certi giorni,
il mio naso non vuole sentire
non attribuire ad ogni cosa un profumo
sentire solamente l'odore dell'anima
per assaporare la luce interna

Certi giorni,
le mio orecchie non ascoltano
evitare i semplici rumori fastidiosi
ondeggiare nel banale vuoto sonoro
per mettere in musica i suoni dell'anima

Certi giorni,
le mie dita non vogliono toccare 
provare la condivisione di sensazioni
accarezzare cio che non saro mai
per non morire una volta di più

Certi giorni diventano tutti i giorni
i sensi lasciano inanime il mio corpo
per tornare da me più forti 
colti da una luce divina
che parte da me 
e muore in me.

 

Di il Tatuato - Pubblicato in : POESIA
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Giovedì 21 maggio 2009 4 21 /05 /2009 20:35
L'estate si avvicina ... e non lo manda a dire ... ci avvolge nel caldo, apre le nostre scarpe, le cravatte si rilasciano, le camice si sbottonano ... e i tatuaggi respirano.

Ma l'aria é rara, nella sua forma più naturale, la gente é frenetica, nella sua forma più tradizionale ... quando il mondo si dovrebbe aprire, qui a Milano la gente si rinchiude: dentro a delle automobili climatizzate, in appartamenti climatizzati, in uffici climatizzati, in negozi climatizzati ... per un fresco condono degli errori umani nei confronti della natura.

Nudo dai convenevoli ... mi sono incamminato verso la sorgente ... verso la centrale di aria pura: in via Bertini 3/A a Milano, una parallela di via Paolo Sarpi.

Per ritrovare l'aria pura di Milano che si respira nella CESTERIA TAVERNA di Silvia ... la fornitrice di Salix Viminalis (noto a tutti come Vimini) ... un negozio in un appartamento, capace di farti sentire a casa, capace di realizzare i sogni più improbabili ... capace di farti respirare l'aria dell'essenza vitale ... la vera energia.

Sono entrato in questo ordine casereccio (quello che caratterizza la vita di quasi tutti noi) ... l'ordine della pienezza di oggetti e sentimenti ... il mio corpo ha rinconquistato l'agoniata energia ... inoltrandomi nell'arte della lavorazione del vimini ... per poi dirigermi nell'atelier di Viviana dove stoffe naturali e colori si adagiano su sedie e cesti di salix viminalis ... dove l'odore delle idee prende forma ... l'atelier dove ho capito l'evidente energia ... aiutato dai modi familiari di Silvia e Viviana.

Uscendo tutto era diverso ... tutto era inutile ... rinato, mi sono diretto verso casa, l'afa era sparita, un soffio di vento riportava indietro la mia maglietta ... la natura sa sempre dove c'é natura ... e adesso lo so anch'io ... spero che andiate a vedere questo posto magnifico, ma non una volta, magari due e respirerete anche voi l'aria pura di Milano




 
Di il Tatuato - Pubblicato in : LUOGHI
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