TATtUANDO...

  • : E' un'esternazione carnale dei sentimenti, é l'incisività degli avvenimenti, mezzo di comprensione e denuncia ... un grido che nasce nelle viscere della terra, raggiunge il corpo e tramite la mano esplode. Si denuncia tutto, il bello e il brutto, il giusto o lo sbagliato, il diritto o il rovescio, l'etero o l'omo, il bianco o il nero. Unico scopo del TATtUATO ... dare voce a chi non ce l'ha, aprire gli occhi a chi ha la fortuna di vedere ma non lo fa.
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La rivista con i miei articoli

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La rivista con i miei articoli

POESIA

Domenica 29 novembre 2009 7 29 /11 /2009 19:17
Incomprensibile
é la voglia di avere
la tua pelle nelle mie mani,
rinnegare con fermezza
proprie affermazioni,
sapendo di dover
calpestare se stessi,
sarebbe meglio
essere onesti
e cercare di annullarsi.

Sei la mia anima,
vita eterna del mio cuore,
amami come puoi,
sapro saziarmi di te
con la tua voce,
sapro saziarmi di te
con i tuoi sguardi,
ma non sapro saziarmi di te
nel ricordo di una notte.

La vita mi trascina ...
lontano da te,
mio immenso mare d'amore.
Le odiose montagne
impediscono la vista
... ho paura.
Dover
imparare a nuotare,
dover
imparare ad amare.

Ho un calesse
dove siede il cuore,
ho un calesse
trainato dal cervello,
che non osa ribellarsi
per paura delle frustate
del cuore.

C'é chi lotta per la pace,
e chi per la guerra.
Tutti lottiamo per la vita
e la morte rimane
unico nemico non sconfitto.

Non puo la semplice notte
oscurare il mio amore per te,
non puo il semplice sole
riscaldare il mio gelido cuore,
non puo la semplice pioggia
pulire i nostri corpi sporchi d'amore,
solo il fututo cambierà tutto.

Non so se sei tu
che volevo,
non sai se sono io
che volevi.
Sappiamo solo di essere
imprigionati in questo letto,
a punirci d'amore.

Bisogna essere forti,
per aprire gli occhi la mattina
e sapere di non avere nessuno d'amare.
Bisogna essere forti ,
per chiudere gli occhi la sera
sapendo che non hai amato
e non amerai nessuno.
Bisogna essere forti,
... per vivere. 
Di il Tatuato - Pubblicato in : POESIA
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Domenica 29 novembre 2009 7 29 /11 /2009 18:56
Rovistando nei cassetti di un esigua parte di vita, ho ritrovato pezzi di carta, poesie, aforismi di un giovane me stesso, ventenne, in perenne conflitto con il mondo, la società ... oggi le rileggo e le condivido ... rendendomi conto della forza del tempo, la grande cura al dolore.

Con l'egoismo
ho imparato ad amare me stesso,
con l'altruismo
ho imparato ad odiare gli altri. 

Sei un attimo d'eternità
dentro l'universo.
Corpo pieno di vita
dall'anima morta,
come macigno
rotola l'amore,
un falso amore,
frutto di un illusione
perseguita con il cuore:
forte strumento di morte.

Potrei provare
ad amare me stesso,
ma provo più soddisfazione
nell'odiarti.

Tu non esiste,
stupida illusione della mente.
Il tuo amore non esiste,
stupida illusione del cuore.
Io non esisto,
stupida illusione della vita.

Trovo stupido cercare l'eden
ma mi ostino.
Trovo stupido cercare la calma
ma mi ostino.
Trovo studido cercare l'amore
ma ... mi arrendo. 

 A te
sembra facile dire addio,
sembra facile spezzare il cuore.
A me
sembra difficile ricominciare,
sembra difficile incollare cocci rotti.
A loro
sembra inalterabile amore,
sembra inafferabile tranquillità.
A Dio
sembra punizione terrena,
difficile espiazione di peccati.

Resto
in silenzio
a farmi insultare,
piangendo con il cuore
per nulla far trasparire:
dolore.
In una città caduta
in un altro tempo,
le stelle danzano
sulla musica
del mio eterno pianto.
E resto qui
a prendermi gioco di me stesso.
Chiudo gli occhi
e sei qui,
mentre le lacrime hanno spento
il fuoco del mio amore.

Il ricordo non passa,
si arresta,
sospira,
e si ferma
dentro me.

Legge dell'egoismo:
Amo tutto quello che ...
appartiene a te,
ed io ti appartengo. 
Di il Tatuato - Pubblicato in : POESIA
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Domenica 28 giugno 2009 7 28 /06 /2009 00:00

Quello stupido albero, é stato li, davanti a me, per mesi e adesso non c'é.

Quello stupido albero, la prima cosa che comprammo insieme, che nutrimmo ... a cui dettimo un nome: Poldo ... adesso non c'é.

Quello stupido albero che portammo dal dottore delle piante, che ci obbligo a comprare un mobile perché era piccolo (é un bonsai) e non arrivava al sole ... adesso non c'e.

Ridevo di te, non capivo la sua necessità di vedere il sole ... non ne ho bisogno il moi sole sei tu ... e adesso non ci sei.

Quello stupido bonsai che fu il primo ad entrare nel nostro amore e lo vide crescere con noi ... adesso non c'é.

Quello stupido bonsai che reggeva questa casa, simbolo del nostro amore, che si spoglio di tutte le sue foglie ... adesso non c'é.

Quello stupido bonsai che per mesi salutavamo prima di andare a letto, che per noi era un figlio ... adesso non c'é

Quello stupido che sono io ... non capire che era l'Albero della Vita ... la mia vita, il nostro amore ... per me vitale.

Ho perso tutto cio che amo... E non ci sono.


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Giovedì 25 giugno 2009 4 25 /06 /2009 09:05

Le mattine di fine estate

ci risvegliano con una leggera brezza

che forza finestre

erroneamente lasciate aperte.

Quella brezza rimodella il mio corpo

nudo dopo una notte d'amore.

Apro dolcemente gli occhi ...

la tristezza di una notte finita

mi fa assaporare questo momento

come l'ultimo.

 

Allungo la mia mano

come per abbracciare il letto

ed é in quell'istante preciso

che il Dio dell'Amore

mi aiuta ad aprire gli occhi

sollecitato dal calore del tuo corpo.

 

Lo stesso corpo 

che la notte prima si era avvinghiato

contro e dentro di me

per poi esplodere

nei sapori agrodolci dell'amore.

 

Nelle mattine di fine estate

ti rendi conto del benessere che vivi.

 

Le mattine di fine estate

le voglio passare tutte con te

e quando finiranno

ci faremo compagnia,

conteremo i giorni,

faremo programmi strampalati

in attesa di altre

mattine di fine estate.


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Domenica 24 maggio 2009 7 24 /05 /2009 19:04

Un piccolo regalo a tutti ... per sottolineare l'importanza dei sensi, la forza dei sentimenti e l'inutilità del materiale ... la differenza unica tra noi e gli oggetti:

Certi giorni,
i miei occhi vogliono essere liberi
non desiderano saper vedere
preferiscono l'ignobile cecità
per poter cogliere la luce

Certi giorni,
la mia bocca vuole riposare
non proferir parola alcuna
gustare il rumore del silenzio
per dare un senso ai suoi pensieri

Certi giorni,
il mio naso non vuole sentire
non attribuire ad ogni cosa un profumo
sentire solamente l'odore dell'anima
per assaporare la luce interna

Certi giorni,
le mio orecchie non ascoltano
evitare i semplici rumori fastidiosi
ondeggiare nel banale vuoto sonoro
per mettere in musica i suoni dell'anima

Certi giorni,
le mie dita non vogliono toccare 
provare la condivisione di sensazioni
accarezzare cio che non saro mai
per non morire una volta di più

Certi giorni diventano tutti i giorni
i sensi lasciano inanime il mio corpo
per tornare da me più forti 
colti da una luce divina
che parte da me 
e muore in me.

 

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